piattaforma 1
DESIGN 2013/14 n 1 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested
http://design-cecilia-polidori-2014-1.blogspot.it/

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DESIGN 2013/14 n 2 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested
http://design-cecilia-polidori-2014-2.blogspot.it/

3
DESIGN 2013/14 n 3 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested
http://design-cecilia-polidori-2014-3.blogspot.it/

Ghirlanda Design

English version - click on

domenica 29 dicembre 2013

per Alessia ed Antonio


ecco come si può scrivere:
Francesco Catalano, "Il mondo di Verner Panton/ colore, forma e tecnologia/ come un designer...", parte prima, su Gorgonia/ il blog di F. Catalano, 28 ottobre 2012.
ora correggete tutte le fonti bibliografiche, images/Gif_free/underconst3.gif
poi vorrei non tornarci più su... almeno per quest'anno. Auguri!
images/Gif_free/underconst3.gifl'anno prossimo rimetterò in bozza i post sinché non saranno corretti.
cp

sabato 28 dicembre 2013

Joe Colombo e la Tube Chair

 Joe Colombo e la Tube Chair
Foto 1 - Joe Colombo

Joe Colombo (il cui nome si pronuncia “Gioe”, non “Giò” come tutti ritengono ( da: Recall, "Un futurista di nome Joe", 6 Ottobre 2010, http://www.mixdesign.it/un-futurista-di-nome-joe_recall_x_19.html)), fiore all’occhiello dei favolosi anni ’60 nasce a Milano nel 1930, figlio di un piccolo industriale.  Nei primi anni Cinquanta entra nel gruppo di pittura nucleare con Enrico Baj. Studia all'Accademia di Belle Arti di Brera e successivamente al Politecnico di Milano. Nel 1961, abbandonata la professione di scultore e pittore e apre uno studio di design a Milano.
“ Una figura italiana, tra le più importanti del panorama internazionale di design, profondamente proiettata verso il futuro. Un progettista inarrestabile e iper-produttivo. Mobili polifunzionali, sedie, lampade, macchine fotografiche, bagni, cucine, auto, orologi, bicchieri, stand pubblicitari, città nucleari sotterranee nulla si sottrasse alla sperimentazione di Colombo. Morto prematuramente purtroppo a soli 41 anni nel 1971, credeva fortemente nel futuro e proprio in quei fondamentali anni '60 in cui il futuro cominciava di colpo a sembrare vicino ce ne restituì una particolarissima prefigurazione; un visionario che definiva il proprio lavoro così:
 “Le mie esperienze di design tentano un collegamente evolutivo realtà attuale e quella futura“. 
Un connubio tangibile in tutti i suoi prodotti, soprattutto se pensiamo ai modelli abitativi multifunzionali (che all’epoca trascendevano da qualunque logica progettuale) volti a rendere superflui gli arredi convenzionali e combinarli per produrre una nuova forma di “equipaggiamento” capace di offrire il massimo comfort e la massima funzionalità. Ricerca dei materiali, flessibilità e modularità sono alcune delle caratteristiche chiave delle opere di Colombo, elementi ben riconoscibili nelle poltrone Tube Chair e Multi Chair che, attraverso semplici combinazioni si prestano ad infiniti usi. “
(da: Ivana,“Joe Colombo: il designer futurista”, 17 Gennaio 2008,  http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/01/17/joe-colombo-design-italiano.htm )                   
Tube Chair progettata nel 1969 e realizzata nel 1970 è interessante soprattutto dal punto di vista del packaging, definibile quasi sostenibile.
Foto 2
Foto 4
Foto 3
("È molto diffuso l'uso di riferirsi all'imballaggio con il termine inglese packaging: quest'ultimo termine, tuttavia, nel suo contesto linguistico originale, assume un'accezione più ampia, riferendosi non solo alla materialità dell'imballaggio, ma anche agli aspetti immateriali riguardanti il processo produttivo, industriale ed estetico, laddove, invece, il termine italiano assume un significato più ristretto, relativo all'involucro materiale, o all'operazione (o al complesso di operazioni) attraverso cui la merce viene racchiusa nell'involucro.") 
Da Wikipedia, "Imballaggio",  http://it.wikipedia.org/wiki/Imballaggio

Foto 8 
Foto 5 
“Oltre ad essere il primo sistema di seduta in assoluto a essere commercializzato in una sacca chiusa da un cordoncino, la sedia Tubo di Joe Colombo costituisce un esempio lampante […] nell’estetica Pop dei designer italiani più all’avanguardia. Quattro tubi in plastica di dimensioni diverse, ricoperti di schiuma di poliuretano espanso e rivestiti di vinile si presentavano inseriti uno dentro l’altro. Una volta aperta la sacca, l’acquirente poteva combinarli in qualsiasi sequenza desiderasse per mezzo di giunti di raccordo tubolari di acciaio e gomma. Era così possibile fabbricarsi una sedia da lavoro come una chaise longue o anche un vero e proprio divano (unendo due set tra di loro).
Foto 6
Foto 7
Questa idea di Colombo era decisamente diversa da quelle proposte da precedenti designer quali Le Corbusier, le cui visioni si fondavano sul Modernismo e sul principio per cui ” un modello va bene per tutti “. Dalla metà alla fine degli anni Sessanta, invece, divennero gradualmente la regola le opzioni aperte che si adattavano a una gamma il più possibile ampia di dimensioni, forme, atteggiamenti. In quel periodo si verificò una trasformazione senza precedenti nella cultura dei materiali e nelle consuetudini sociali. Invece di seguire precetti consolidati su ciò che doveva essere una sedia o qualsiasi altro oggetto, […] Colombo creò prodotti caratterizzati dalla possibilità di essere 

ricombinabili a piacere, e realizzati in materiali pressoché sconosciuti e stravaganti per la maggior parte degli italiani. La sedia Tubo rientra in una categoria di design che Colombo aveva definito di “serialità strutturale”: in pratica, si trattava di singoli oggetti che potevano assolvere varie funzioni in molti modi diversi. Dal 1970 fino al 1979 la sedia Tubo è stata prodotta da Flexform, uno dei più avventurosi produttori italiani, dopodiché il brevetto è stato acquisito da Vitra Design nel 2006 la quale produce la sedia ancora oggi."
( Fabbrica Architettura, " Sedia Tubo", 8 Novembre 2011,   http://www.fabbricaarchitettura.it/2011/11/i-grandi-oggetti-del-design-sedia-tubo/ )
Fonti foto
2 http://www.icollector.com/Joe-Colombo-Tube-chair-Flexform_i7903716
4 http://www.designaddict.com/design_addict/forums/index.cfm/fuseaction/thread_show_one/thread_id/9067/

martedì 24 dicembre 2013

AUGURI!

“Se uno pensa che decidere quale mestiere vuole fare da grande significhi automaticamente trovare un posto, sbaglia. Il proprio spazio uno se lo deve ritagliare, con passione e ostinazione: la società non te lo regala. Anzi. Tende a ridurre il più possibile ogni impulso all’autonomia. […] Quel famoso 5 per cento di competenza specialistica in più, […] l’ho conquistato da me, lottando. Sono convinto che il sapere non si ottiene accumulando pezzettini di carta, ma implica una continua messa in discussione di chi si è, e di cosa si fa. Passati gli esami, s’inizia un percorso, non lo si conclude.”
Enzo Mari, 25 modi per piantare un chiodo, Ediz. Mondadori, Milano, 2011, pag.20, dalla riga n 15 alla n 28





Vogliate accettare questo messaggio come un sincero augurio per il vostro, il nostro futuro, cari amici miei. Buon Natale e intenso anno nuovo.
Marina Arillotta

lunedì 23 dicembre 2013

Auguri

TANTI AUGURI DI BUON NATALE E 
DI FELICE ANNO NUOVO A TUTTI VOI 
passate delle buone vacanze!!! 
Keep Calm and Merry Christmas...



venerdì 13 dicembre 2013

Lezione 8 dell'11 XII - esiti Laboratorio & programmi per le vacanze

oltre che farle, le vacanze lasciatemi qualche considerazione di fine - o quasi - 1° semestre.
1. Se io m'impegno a concludere con esito e valutazione il corso nei tempi è ovvio che tali impegni e tempi vadano rispettati da tutti. Quindi se qualcuno pensa di salire sul carrozzone in corsa e di non fare la sua parte scoprirà che non è così. lo dico, lo scrivo, lo pubblico. poi vedremo.
2. Ho sentito dire durante la sperimentazione in aula frasi tipo: "non ci riesco", o "mi sono bloccato/a", o peggio: "ma davvero deve essere di 35 cm di diametro?, "davvero deve contenere ciò  che è richiesto dal format?", "sul serio devo farlo come richiede Lei e non come pare a me?" " io pensavo di prendere questa sedia e trasformarlo in un cilindro - o viceversa, Lei che ne pensa?"
Non so casa significhi il sul serio, cmq fate tesoro dell'esperienza, valutate - come in tutti i test che facciamo - le vostre conoscenze, capacità, risorse, potenzialità oppue quanto i test evidenzino deficit e vi aiutino a destreggiarvi. Torno a ripetere che per un docente l'obiettivo è mettervi in condizione di, e ovviamente non di non.
Io credo ciecamente nell'impegno, credo nella maniacalità patologica, ne sono un esempio e non lo nascondo, credo nella passione, nell'entusiasmo e gratitudine verso i miei genitori che con sacrifici mi hanno fornito gli strumenti per poter fare e sempre ciò che amavo: godetevi la vostra fortuna. credo che la consapevolezza e gratitudine siano sempre evidenti e dimostrabili nella coerenza del proprio operato.
ecco i compiti:
  • terminare la lettura dei 3 testi in Bibliografia di 2 designers che certo non si sono mai risparmaiti, e studiare attentamente i materiali della piattaforma 1, ad esempio tutti i materiali su Bruno Munari: i 2 pdf presentati da C Chiofalo e F Papalia nella Lezione 7 e tutte le mie integrazioni, vedi Laboratori e Mostre Munari: DEEPS Design by Cecilia POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested - 2: integrazione alla Lezione n 7 del 4 XII, dove sono materiali originali e mai pubblicati e stupendamente suggestivi e validi, soprattutto alla luce dell'esperienza di Laboratorio di mercoledì scorso che dimostra quanto non guardiate. ovviamente con tutti i link ivi contenuti!
  • concludere l'esperienza Ghirlanda che nel suddetto Laboratorio e stato più un spiegare e ridire e rileggere ciò che era già stato detto e soprattutto scritto e pubblicato sulla piattaforma 1. I "ma io credevo", I "ma proprio testuale? pensavo invece che", o i "a me piace così", evidenziano la scarsa capacità di rispondere alle richieste di un progetto ed i tempi di detto progetto.
Il 15/1 nella Lezione 9 - ma v'invito sin d'ora ad evitare proclami verbali che non modificano in nulla il prototipo, a considerazioni pseudo-filosofiche io ho pensato... e deliri vision tipo: questo rametto rappresenta la radio Brionvega, o questi altri rametti curvi sono le bacchette degli occhiali tal del dei tali, questo pezzo di giornale accartocciato è (!) una parte della lampada tal dei tali, questo pezzo di maglia ottica è ... etc.
Stiamo scherzando? non c'è corso più pragmatico del Design.
Dovrete diventare dei progettisti laureati e qualificati, non dei visionari profetizzanti e gesticolanti. quindi vedremo se è il caso di consegnare la Ghirlanda Design, ma cmq scattate le foto del vostro prototipo concluso seguendo le modalità:
Inoltre nelle immagini caricate dei prototipi validi
e che proclamano alcuni nuovi Autori, poiché riceveranno l'invito ed avranno 10 post - compreso Antonio Belmonte, che non ho fotografato poiché era solo un dettaglio, ma soddisfacente (quindi 5 post) - gli Autori delle foto, quando non già identificati e caricati nella Graduatoria mi scrivano per dirmi: sono io! e riceveranno invito e post.
dimostrano l'enorme disattenzione a ciò che si svolge in aula: al solito la vostra mania di protagonismo -io-io-guardi-il-mio-il-mio-il-mio... e niente altro.
Al contrario il lavoro in aula dovrebbe servire a tutti, altrimenti perché farlo? 
Invece: su circa 50 presenti, e, perfino mentre scattavo foto, dichiarando, spiegando motivazioni, aspetti e qualità di alcuni, pochi, esemplari, esse, le immagini, dimostrano come tutti si dedicassero a non so quali altre faccende o dialoghi.
E poi arriveranno altri, gli assenti, a dire io proprio non potevo esserci ora che devo fare?
ed io risponderò "ora quando?"
Beh, ciò è poco confortante, ma Buon Natale e Buon Anno lo stesso.
Preparatevi al lavoro dell'anno nuovo, è un consiglio, un invito, una raccomandazione, non sottovalutateli.
  • avremo altri Autori (che bravi! g r a z i e!!), che si aggiungeranno ai 15. vediamo se produrranno qualcosa sulla piattaforma (che insisto nel dire serve a tutti come memoria e traccia di temi e punti) spero di sì... non vorrei arrivare a citare la Bibbia. Magari qualche Autore potrebbe pubblicare una foto (valida, fatta come richiesto) della Ghirlanda Design.
cp
Andrea Luigi Stilo

Vincenza Triolo
Valentina Startari

Elisa Recupero
Maria Rita Ollio
Sara Mezzeo
Roberta Cuzzola
Aida Roseto

mercoledì 11 dicembre 2013

entro l'11 dicembre 2013





gif festegif festegif festegli Autori e le Autrici che non risponderanno all'invito entro l'11 dicembre verrano esclusi dalla piattaforma didattica. cp

sabato 7 dicembre 2013

Il cinema italiano secondo Woody Allen - 5 post

Woody Allen
riporto qui il post che Michele ha pubblicato sulla 1, riprendendo e concludendo l'osservazione che aveva fatto a Lezione il 4 dicembre. questo contributo va in Bibliografia, 5 post. cp
Il sito Flavorwire ha messo insieme una lista delle cose preferite di Woody Allen, raccogliendole da varie interviste nel corso degli anni. Film, libri, musica, comici, ristoranti etc, c’è persino il suo carattere tipografico preferito.  Ognuna delle opere citate ha influenzato, direttamente o indirettamente, i suoi film e la sua scrittura.

Tra le tante cose preferite di Woody Allen ne riportiamo una parecchio interessante: i suoi film italiani preferiti. Neanche a dirlo, sono tutti quanti film del neorealismo italiano o del cinema d’autore degli anni ‘70.

Da un'intervista fatta a Woody Allen da Alison Nastasi:

"What are your favorite movies of all time ?"
"Quali sono i tuoi film preferiti di tutti i tempi?"

“Someone else might list ten comedies. It’s simply that I enjoy more serious films. When I have the option to see films, I’ll go and see Citizen Kane, Ladri di biciclette , The Grand Illusion, The Seventh Seal,Sciuscià, Blow-Up, Amarcord, etc".
"Qualcun altro potrebbe elencare dieci commedie. A me semplicemente piacciono i film più seri . Quando ho la possibilità di rivedere film, vedo: Citizen Kane , Ladri di biciclette , The Grand Illusion , The Seventh Seal , Sciuscià, Blow-Up, Amarcord, etc".
(da: Alison Nastasi, A Brief Guide to Woody Allen’s Favorite Things(trad. it. Una breve guida sulle cose preferite di Woody Allen), in Flavorwire, http://flavorwire.com/427609/a-brief-guide-to-woody-allens-favorite-things/3/).

A proposito dei film italiani Woody Allen dice:
Lamberto Maggiorani (Antonio) e Enzo Staiola (Bruno) 
Ladri di biciclette di Vittorio De Sica,
"Per me è il film italiano supremo, e uno dei più grandi film del mondo"
(da: Alison Nastasi, op. cit. )















Franco Interlenghi(Pasquale) e Rinaldo Smordoni (Giuseppe)

Sciuscià di Vittorio De Sica ,
"[...] La poesia di questo film sta nella relazione tra quei due ragazzi. Va da una semplice e corrisposta eccitazione, all’affetto al momento in cui sono finalmente e violentemente a confronto".
(da: Alison Nastasi, op. cit. )







Vanessa Redgrave
Blow-Up di Michelangelo Antonioni,
"[...]È così meravigliosamente fotografato da  Carlo Di Palma e la storia è così interessante, anche se si sviluppa in modi strani. Ecco una vita che è piena di vitalità, piena di musica e di donne bellissime e sesso e una Swinging London al suo apice. Ma se ti prendi un momento in quella vita e ti fermi per un secondo,tutto quello che vedi è morte".
(da: Alison Nastasi, op. cit. )







Amarcord di Federico Fellini,
"È un film che potrei rivedere ogni anno. [...] Sei nel mondo che lui ha ricreato, e non l’ha ricreato in modo letterale e fotografico. L’ha fatto in un modo esagerato e cartoonesco, eppure tu sei lì. Capisci tutte quelle memorie e quelle esperienze".
(da: Alison Nastasi, op. cit. )










Michele Bagnato.